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1 commento:

Mario Mancini ha detto...

La mia prima considerazione riguarda l'utilità di coinvolgere i genitori nella dieta che viene assegnata ai figli. Non è' possibile ottenere un buon risultato della dieta senza modificare le abitudini alimentari di tutta la famiglia. Poco fa ho assistito ad una scena in cui il partner di un paziente suggeriva con apprensione all'altro di non mangiare la brioche ma lui stesso si serviva abbondantemente. Io ritengo sia importante nei meccanismi psicologici introdurre la solidarietà nutrizionale per ottenere buoni risultati. Qualcuno può dirmi che tipi di difficoltà ha incontrato nel risolvere questo problema?